non è niente |
[inter]ventismi e possibili complicazioni post-operatorie. quel genere di cose lì.
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Avevo dieci anni e già una propensione malsana per il sesso. Visualizzavo donne nude nel bosco pronte a farmisi. Le ipotizzavo mentre raggiungevo mio Papà nell’orto che avevamo un po’ fuori mano. Se dicessi di non essere stato ferratissimo allora, sarebbe come dire un eufemismo grande uguale a una casa. Cominciavo appena ad assaporare le gioie e i sapori di Postalmarket, era un mondo nuovo quello lì ed ero un po’ impreparato. E dopo averle ipotizzate, un po’ ne subivo l’immagine. Erano tutte bionde, con i capelli arricciati naturalmente e con tette e culi conformi ai canoni di quel burlone di Botero. Non lo facevo apposta, non erano questi i miei esempi sul campo, ma le vedevo così e ho dovuto accettarlo. Il Paese era appena uscito da una pesantissima crisi petrolifera e io non ne ero affatto consapevole. Quindi non era giustificato questo mio eccesso di giunonismo. Nel futuro ho imparato a contenermi, ad accettare che la realtà fosse fatta di modelle cocainomani con le tette tatuate. Al momento ho inaspettatamente virato le mie soddisfazioni sui mazzetti legati con l’elastico di figurine Panini. Occhipinti del Pisa l’ho trovato doppio troppe volte per non pensare ad una manovra di marketing, quello che oggi sono i video virali su YouTube. Ma ci sono arrivato dopo, quando ho rivisto Occhipinti con la maglia della Fiorentina in allegato all’Unità.